"Non solo infrastrutture, ma anche attenzione alle periferie: sbloccare i fondi. Il senso della protesta è polidirezionale". Punto di vista Ghini - Magni

21/12/2018 - 09:38
Lo scorso 12 dicembre Cgil e Uil hanno manifestato in favore di uno sviluppo sostenibile per Genova e lo hanno fatto con determinazione consegnando un documento al Prefetto con la richiesta esplicita di chiedere al Governo di adottare misure necessarie al futuro del nostro territorio. Cgil e Uil hanno manifestato per lo sblocco delle grandi opere e per un futuro che ci riconnetta all'Europa, ma si è scesi in piazza non solo per questi obiettivi, ma anche per rappresentare i bisogni di migliaia di lavoratori e cittadini che vivono il territorio della città metropolitana con grande fatica. Le periferie, le aree interne, ma anche quelle costiere deturpate dalle ultime mareggiate, vivono momenti di grande difficoltà a causa di un territorio fragile, difficile da manutenere, ostico da collegare. Il disagio non è legato solo al suolo che va difeso, ma è legato anche al sociale nel momento in cui si devono abbandonare i progetti che erano collegati ai fondi per le periferie. Progetti che, ovviamente, guardavano allo sviluppo e al rilancio di territori spesso massacrati dalle alluvioni o alla prese con l'accesso ai servizi. Il governo ha dimostrato ben poca competenza in questo momento, forse perché troppo impegnato nelle grandi partite con l’Europa o a tenere in piedi un contratto che fatica a trovare fondi per mantenere le promesse della campagna elettorale.  Per vivere il territorio, le comunità devono avere la possibilità di accedere ai servizi legati alla salute, ai trasporti, all'istruzione e ai presidi territoriali di aggregazione. Le aziende non investono dove non ci sono infrastrutture e in luoghi difficili da raggiungere, il nostro Porto non può misurarsi con gli scali internazionali se i suoi livelli di ricettività non sono competitivi. I nostri giovani non restano in un territorio dove non ci sono opportunità di lavoro. Per progettare il futuro non è mai troppo tardi, e se il governo decidesse si rivolgere alla collettività quell’attenzione che dice di voler avere per il cittadino, anche quando non ha bisogno di voti, allora, forse, ci potrebbe essere un futuro possibile anche per le periferie e i territori della città metropolitana. Lavoratori, giovani e anziani hanno diritto di sentirsi garantiti dalle istituzioni ovunque essi risiedano.                     
 
Mario Ghini e Igor Magni sono rispettivamente Segretario Generale Uil Liguria e Segretario Generale Cgil Genova

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